FINALMENTE COTA CONDANNATO. IL PIEMONTE TORNA NELLA LEGALITA'

 

Sono passati quasi quattro anni dall'usurpazione della presidenza della Regione da parte della destra radicale e fascista, e finalmente il Tribunale Amministrativo Regionale piemontese certifica che l'avvocato legaiolo novarese Roberto Cota occupa un posto che non gli compete.
Da oggi si può affermare, senza tema di smentite, che la destra radicale e fascista piemontese è esattamente la stessa di quella nazionale: una banda di delinquenti che usa qualunque mezzo - lecito o meno non importa, ma la seconda opzione è quella preferita - pur di appropriarsi del potere e farsi gli affari propri alla faccia dei cittadini.
Adesso è il momento di procedere allo scioglimento seduta stante del Consiglio regionale, per rendere la parola ai cittadini: ma non nel senso di indire nuove elezioni, piuttosto per poter proclamare la vittoria della destra moderata, che senza la frode perpetrata da Michele Giovine, e la sua lista Pensionati per Cota, avrebbe vinto la contesa.
Visto che siamo in piena smania di risparmi statali, non occorre ridare la parola alle urne: basta semplicemente rimodellare l'assemblea regionale, in modo da consentire alla banda Bresso di governare fino alla scadenza naturale della legislatura.
Naturalmente la questione, oltre che a livello politico, va risolta anche a livello economico: tutti coloro che sono stati dichiarati eletti per effetto della comprovata frode, devono essere condannati a rendere immediatamente ogni e qualunque somma da loro indebitamente intascata, comprensiva degli interessi legali maturati.
La parola agli elettori va ridata nel 2015: questo, però, deve avvenire soltanto dopo aver messo definitivamente nelle condizioni di non delinquere i personaggi che da troppo tempo stanno demolendo tutto il possibile, a cominciare dalla sanità e dal servizio di trasporto pubblico locale.

 

Bosio (Al), 11 gennaio 2014

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

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